Author
Emmanuel Exitu
Description:
Emmanuel Exitu was born in Italy, in Bologna. He moved to Rome where he worked as a screen writer. He also worked as a cinematographer for the Teatro di Documenti founded by Luciano Damiani, Luca Ronconi and Giuseppe Sinopoli. From his first novel La Stella del Re, he made the homonymous film produced by Edwige Fenech. His first documentary, Greater Schiacciare l’AIDS on Meeting Point International, founded by a nurse, Rose Busingye, and set in the slums of Kampala (Uganda), was awarded the Audience Award at the New York Aids Film Festival in 2007.
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INCOLLARSI ALLE COSE
/// John Ford – il re del cinema western, duelli, battaglie, vendette, diligenze, piste che attraversano deserti rocciosi, ampi spazi, campi lunghi, epica della frontiera – era nel deserto per girare uno dei suoi film più costosi. D’improvviso cominciò a diluviare, allagando tutto. Lì piove una volta ogni due anni, un anno al massimo. Aspettarono, ma la pioggia non si fermò. Ford rimase tranquillo a sedere, e la guardava rovinare sempre più il suo deserto ‘da western’. Nervosissimo, il responsabile di produzione chiese: “Signor Ford, sospendiamo le riprese?” Ford rispose: “No” e continuò a guardarsi il paesaggio rovinato dalla pioggia. Allora un operatore sbottò: “Ma signor Ford che cosa possiamo filmare qua fuori?” Ford si alzò di scatto: “Che cosa possiamo filmare?!? La cosa più eccitante e interessante di tutto il mondo! Il volto umano.” ///
da VIAGGIO NEL CINEMA AMERICANO di Martin Scorsese
Lo stile è “sporco”, non convenzionale né celebrativo. Tende al linguaggio senza filtro tipico del reportage di guerra, dove la situazione estrema in cui si lavora costringe a raccontare senza artifici la realtà che si sta vivendo. Le reazioni non sono controllate perché non c’è il tempo di prepararsi. Portare uno stile così dinamico in una situazione non di guerra fa scattare un corto circuito che accende un punto di vista interno al racconto: la telecamera è infatti sempre “dichiarata”, fa parte della stessa realtà che sta raccontando. La sua dichiarazione fa quindi cambiare prospettiva, aumentando paradossalmente il senso di verità del racconto: essendo parte della situazione che sta riprendendo, il suo non è più un punto di vista falsamente esterno, distaccato, saccente, ma un punto di vista che è dentro la realtà, incollato al vortice delle cose, costretto a seguirle per capire cosa succede. È universalmente assodato che il punto di vista dello spettatore è il punto di vista messo a disposizione dalla telecamera (e solo quello): tendere al linguaggio del reportage di guerra significa provare a considerare lo spettatore non più come un voyeur, ma come un compagno di viaggio, un vero e proprio co-protagonista proiettato dentro la realtà che si sta raccontando.
Non s’insegue quindi l’inganno dell’immagine patinata, ma ci si lascia sommergere dalla realtà, dalla sua sovrabbondante concretezza e verità. I nostri occhi gonfi di reality si sporcano di realtà e possono finalmente vedere.
© Emmanuel Exitu ® SIAE – tutti i diritti riservati
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